PARAPAPA

(…) e per consolarci ci fanno anche festa. 

Siamo fritti, lessi e saltati.
Ci basta una vocina che ci chiama papà, con quell’accento che non fa santo (ma un po’ più su)
e noi.. in padella, in forno e in teglia ci lasciamo incipollare, rosolare e alla bisogna, perfino surgelare. 

E’ di servire il nostro premio.
Come cibo per il cuore, chi.. non si lascerebbe cucinare?

Auguriamoci – papà – d’essere sfamanti ad ogni grido d’appetito
e almeno lì – se non anche – belli, buoni e ben  presenti.. 

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parapapà

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